Il lungo ritorno [#day13]

Puntiamo la sveglia anche oggi perché nonostante ci separino più di 1000 km da casa e nonostante abbiamo saputo di code importanti all’imbarco sullo stretto, vogliamo essere a Palermo stasera, per una promessa fatta al nano biondo. Facciamo colazione in piazza a Cetona, passiamo dagli amici per un saluto veloce e un bagno in piscina rinvigorente prima del lungo viaggio e poi via, in macchina per l’ultima lunga tappa di questa vacanza. I nani sono bravissimi e reggono perfettamente la traversata che sembra interminabile. Passiamo ore in chiacchiera, mangiamo in macchina per non perdere tempo prezioso, un po’ dormono, un po’ giocano e un po’ ripercorriamo con i ricordi tutte le meravigliose esperienze dei nostri viaggi.

La prima volta era la Danimarca, dove poi siamo ritornati, poi c’è stata l’Austria, che abbiamo visitato insieme altre 3 volte, la Bretagna, la Slovenia, l’Olanda, la Germania dell’Ovest. In Italia, fuori dalla Sicilia, Roma, Genova, Pompei, Firenze, Bolzano, Tropea e tanti altri piccoli paesini dove abbiamo sostato lungo il cammino. Abbiamo visto tutti i più importanti fiumi d’Italia e attraversato quasi tutte le regioni. Abbiamo viaggiato in macchina, in treno, in aereo e in bicicletta. Abbiamo preso tanti traghetti: a Messina, sul lago di Costanza, per le isolette bretoni, per raggiungere le Isole Frisone. Abbiamo dormito in fattorie, hotel di lusso, campeggi, piccole pensioni, ostelli. Abbiamo mangiato in bettole e ristoranti stellati, cibo di tutti i tipi, etnico ed europeo in tutte le sue varianti. Abbiamo imparato parole nuove in inglese, in tedesco, in francese, in olandese, in danese, in sloveno e in israeliano. Abbiamo incontrato persone diverse, chiacchierato con loro e conosciuto culture e religioni che abbiamo approcciato con viva curiosità.

Ci siamo divertiti, abbiamo litigato ferocemente, abbiamo riso e pianto e sofferto nei momenti più difficili e impegnativi, per la stanchezza o la frustrazione. Siamo cresciuti insieme come individui e come famiglia. Abbiamo svuotato la mente ogni volta e ricominciato da capo e abbiamo sentito la fatica e la gioia dopo ogni piccola sfida superata. Abbiamo dormito tanto ma anche pochissimo e ci siamo addormentati abbracciati ma anche in camere separate, adulti con adulti, bambini con bambini – anzi ragazzi.

Non tutto è rimasto nei loro ricordi, soprattutto dei primissimi anni, ma sono rimaste le esperienze, quelle che rendono una persona aperta e curiosa del mondo e delle sue diversità.

Sono quasi le due di notte e mentre ci avviciniamo a Palermo e i nani dormono beatamente in macchina penso che non gli abbiamo mai fatto regali costosi… mai una console per videogiochi né un telefonino, ma i soldi spesi per tutti questi viaggi sono i migliori regali che avremmo potuto fare, a loro e a noi stessi, come genitori. E mentre la stanchezza si è ormai impossessata di tutto il mio corpo, mi sento energica più che mai e felice. Dopo un periodo tanto buio, ci siamo fatti il regalo più prezioso. E penso che siamo persone molto fortunate.

TIP: non ha importanza dove, che sia in capo al mondo o dietro l’angolo: è sempre il momento di organizzare il prossimo viaggio!

Il ritorno, prima tappa [#day12]

Abbiamo dovuto puntare la sveglia stamattina, per alzarci. Non appena è suonata, abbiamo iniziato a muovere con difficoltà le nostre gambe affaticate dopo l’esperienza di ieri. Fuori non pioveva più, ma il tempo era grigio e cupo. Siamo scesi nella minuscola sala colazione, che però era già per metà occupata da un gruppo di giovani e arzille signore. Ho chiesto di poter mangiare in camera con la scusa che i bimbi non sono vaccinati e la nostra ospite ci ha portato su, senza esitare, tantissimo cibo, per una colazione da campioni che sentiamo di meritare tutta.

Ancora stravolti, inforchiamo di nuovo le bici per raggiungere la stazione ma il treno ci parte sotto il naso. E allora pedaliamo di buon grado verso Lienz per una decina di km, che maciniamo in un soffio chiacchierando, ormai novelli Pantani. Molliamo le bici e raggiungiamo San Candido con il treno e subito ci mettiamo in macchina per affrontare il viaggio di ritorno a tappe. Ci vogliono 7 ore e mezza per raggiungere la prima, Roma, ma una lunga coda sulla direttissima ci rallenta di un’ora e allora noi ricalcoliamo al volo, più efficientemente del nostro navigatore: cambio programma, ci fermiamo a dormire a Cetona, al confine tra la Toscana e l’Umbria, e accettiamo un fantastico invito a cena da amici a base di Tignanello ’14 e chianina alla brace. Nel meraviglioso casale in campagna scopriamo anche che una delle ospiti è una cugina di Andrea, com’è piccolo il mondo.

E quindi mentre i 3 nani stringono amicizia in cucina, mangiando avanzi di faraona e salsiccione toscane, noi adulti chiacchieriamo amabilmente nella sala da pranzo fin quasi a notte fonda. Ce la faremo domani a tornare a casa in un’unica tirata? Il marito giura di si, io per una mano mi porto avanti e cerco una camera in Calabria….

TIP: Per dormire La Locanda di Anita, boutique hotel proprio in centro: suggerisco l’ampia mansarda all ‘ultimo piano, adatta a tutta la famiglia. Per cena la mia amica vi inviterebbe ma non è detto che sia in casa 😂 quindi lei suggerisce di prenotare Da Nilo senza esitazioni.

La ciclabile San Candido – Lienz (e oltre) [#day11]

Siamo a Dölzach, in una deliziosa pensione, e fuori la pioggia cade fragorosa. I bambini hanno chiuso gli occhi e in meno di un secondo sono crollati in un sonno profondissimo. La giornata è iniziata bene, anzi benissimo. Abbiamo fatto colazione in giardino nel nostro hotel di Dobbiaco e preparato le bisacce con l’essenziale per il viaggio di 2 giorni in bici (pigiami e poco altro). A un orario per noi sorprendente eravamo già pronti per partire dal noleggio bici di San Candido. Il sole velato che compariva a tratti prometteva una giornata tiepida perfetta per la lunga pedalata che ci attendeva (quasi 50 km, in realtà alla fine ne abbiamo fatti più di 60!). Ma le nostre gite in bici si concludono sempre a sorpresa, ormai dovremmo saperlo. Iniziamo a pedalare con la Drava a destra, che scorre sottile e impetuosa, appena un torrente, neonata. Ci fermiamo un paio di volte per settare l’equipaggiamento, metti-togli i kway, metti-togli le felpe, forse meglio solo con la maglietta a maniche lunghe no forse senza, aspetta che bevo un po’, anch’io la pipì, magari uno snack al volo. Dopo un po’ prendiamo il ritmo e attraversiamo un ponticello così da ritrovarci la Drava, che pian piano diventa sempre più ampia, alla nostra sinistra. Attraversiamo paesini, boschetti, valli di prati a perdivista, mucche e caprette a cui come Heidi facciamo ciao finché capiamo da chiari segnali di insofferenza che è giunta l’ora della pausa pranzo e non possiamo tergiversare oltre e allora ci fermiamo su una panchina sotto un imponente crocifisso un po’ angosciante. Poi riprendiamo a pedalare e così attraversiamo il confine, lasciando l’Italia e rientrando in Austria. A Sillian ci fermiamo per una sfida madre-figli a minigolf, qualche gioco libero e una patatina fritta. Neanche il tempo di rimontare in sella, ci fermiamo di nuovo per una scorpacciata di wafer a tutti i gusti alla fabbrica della Loacker che incontriamo sul percorso. Io però curvo all’improvviso e Tommi preso alla sprovvista vola a terra, ma si rialza in un attimo senza troppe storie. La archiviamo come l’unica caduta della giornata e in fondo ci è andata bene. Nello shop riusciamo a comprare di tutto, anche due enormi tazze ricordo ricolme di miniwafer, tra le proteste del marito che si chiede – anzi MI chiede – dove diavolo dobbiamo infilare tutto lo shopping goloso, dato che viaggiamo in bici con spazio limitato. Ma io ho fatto un master sull’argomento e ovviamente riesco a incastrare tutto in un tetris perfetto. Proseguiamo ancora tra varie soste e una stupenda carrambata con una mia ex collega di università – una di quelle persone che vorrei vedere di più a Palermo ma che non riesco mai. Ci fermiamo infine alle porte di Lienz, in un parco paradiso dell’arrampicata: io e Andri ci limitiamo a spaparanzarci sulle chaise longue di legno guardando increduli i nani che continuavano a correre, ridere e giocare, chiedendoci dove trovassero l’energia. Convinti di essere a buon punto – in fondo sulla carta da Lienz al nostro albergo erano indicati neanche 8 km – ci concediamo una bella cenetta in piazza in città. Il tempo di chiedere il conto, però, inizia a gocciolare. Da questo momento in poi, tutta una caduta. Erano appena le 19 e già pregustavo una doccia e soffici piumoni, invece rimontiamo in sella e scopriamo che la via ciclabile che prosegue verso est è interrotta per lavori. Ci troviamo costretti a trovare un’alternativa, ma che non fosse pericolosa su tracciato misto dato che ci sono i nani. Giriamo a vuoto per un po’, chiediamo informazioni ma nessuno ci sa aiutare finché un vecchietto in bici non ci guida per qualche km per poi lasciarci dicendoci: da questo momento “immer geradeaus”. Sempre dritto (e benedico il mio Erasmus a Berlino fatto all’alba dei tempi che comunque ancora mi consente un minimo di conversazione in tedesco). Ma invece non è così, ci sono altre interruzioni e il buio inizia a incombere su di noi e la pioggia si fa sempre più fitta e insistente. Proseguiamo tra campi di pannocchie e prati, casette, fattorie, castelli e la Drava che finalmente ad un certo punto riusciamo a ritrovare. Peccato che, quasi a destinazione, ci rendiamo conto che Dölzach è in collina. E quindi, già stremati e bagnati, avvolti da un buio pesto, all’ultimo bivio scopriamo di dover salire. Più saliamo, a fatica, meno funziona Maps. Non troviamo la pensione, chiamiamo ma non rispondono, raggiungo un ristorante dove entro colata come un pulcino, con il casco ancora in testa e mi ritrovo in mezzo a una festa dove tra l’ilarità generale spiego la situazione e la festeggiata in abito lungo di merletto nero mi aiuta a identificare la casa nel buio del paesino (ma qualche lampione no eh?) e tra i goccioloni di pioggia. Nel frattempo finalmente richiama la signora del B&B e… e scopriamo che ci eravamo rifugiati proprio sul retro della sua casa: eravamo praticamente arrivati ma non c’era alcuna indicazione, nessuna illuminazione, nessuna insegna. Tommaso mantiene alto il buon umore della famiglia, Lorenzo piange per una contrattura alla coscia, ma non molla. Si mettono a letto con il sorriso e le ultime parole che pronunciano prima di crollare sono: “però è stato troppo divertente!”. Dopo oggi, so che i miei viaggiatori posso portarli in capo al mondo. Orgogliosa di loro ❤

TIP: Evitate di dormire a Dobbiaco e San Candido se desiderate trovare un posto carino e non volete spendere troppo. Noi abbiamo dormito in una camera minuscola dove avevano a forza incastrato 4 letti e abbiamo speso 240 euro, pernottamento più colazione, una colazione modesta con prodotti industriali.

A San Candido la Papin Sport ha vari punti noleggio. Noi abbiamo prenotato le nostre bici nel negozio del centro ma forse, alla luce della nostra esperienza, è più comodo partire da quello alla stazione. In ogni caso, ricordatevi che se desiderate le bici elettriche è importantissimo prenotarle in anticipo. Al contrario, di bici tradizionali ne hanno davvero un’infinità… tant’è che la nostra prenotazione era stata smarrita, ma non abbiamo avuto difficoltà a ritirare le nostre bici comunque, nonostante fossimo in altissima stagione e fossimo arrivati al noleggio non proprio all’alba!

Salisburgo e dintorni [#day10]

E anche oggi è Salisburgo ad averci regalato la più grande sorpresa della giornata: stamattina abbiamo scoperto il più bel museo dedicato ai bambini mai visto finora. E dire che di posti simili ne abbiamo visti un bel po’, ultimo in ordine cronologico il magnifico Nemo ad Amsterdam. Ma il paragone regge solo per la parte scientifica ed esperienziale. Il museo Haus der Natur è davvero il più completo e il più articolato, peccato che sia quasi totalmente solo in tedesco. Nei 4 ampi piani dedicati alle esposizioni trovano posto il corpo umano, il mondo animale, l’universo, i minerali e le gemme, la storia del mondo e il clima, la mitologia… e non so cos’altro dimentico, in un misto di reperti reali e magnifiche ricostruzioni, istallazioni e laboratori, esperimenti e video esplicativi. Alla fine Tommaso era sfinito, Lorenzo continuava a saltellare da un posto all’altro, insaziabile, tant’è che ad un certo punto abbiamo dovuto trascinarlo via a forza, cosa che ha causato un bel pianto a dirotto. Ci siamo messi in macchina già sfiancati dalla prima visita ma felici pregustando il secondo capitolo della giornata che… invece è stata una grande delusione perché, maladetto Fastweb, siamo rimasti tutto il giorno senza connessione e non siamo riusciti a prenotare per tempo la visita alla miniera di sale che quindi è saltata. E ci tenevamo un sacco: volevamo imbracarci per fare lo scivolo, navigare nel lago salato e passeggiare fra le grotte. Pazienza, abbiamo fatto buon viso a cattivo gioco e ci siamo messi in strada direzione Sud lasciando l’Austria per dormire una notte in Italia, a Dobbiaco. Abbiamo cenato imbacuccati all’esterno, nella terrazza di un maso spettacolare con cibi tipici e porzioni abbondanti per metterci in forze: domattina ci aspettano 50 km su due ruote lungo la ciclabile che costeggia la Drava che ci porterà a sconfinare di nuovo in Austria dove supereremo Lienz, per dormire in un paesino appena dopo la cittadina asburgica. Speriamo che il tempo e soprattutto le mie gambe reggano.

TIP: Haus der Natur a Salisburgo e Miniere del Sale, ad appena qualche km di distanza, in una località che si chiama Dürrnberg.

Mutterer Alm, prima, e poi Salisburgo [#day9]

Perché non mi ricordavo che Salisburgo fosse così bella? Forse perché l’ultima volta che sono venuta sin qui avevo più o meno l’età dei nani. Peccato, saremmo dovuti rimanere molto di più. Ci è piaciuta proprio tanto. E invece siamo costretti a una toccata e fuga, essendo arrivati verso le 17 e andando via domani sera. Oggi pomeriggio ce la siamo proprio goduta, passeggiando per il centro in lungo e in largo, stupiti di tanta eleganza, e poi cenando in un bier garten a due passi dal nostro albergo. Questo è il primo albergo del nostro viaggio, dopo una serie di appartamenti. La cosa mi ha messo un po’ d’ansia e al nostro arrivo ho disinfettato tutto con maggiore scrupolo, facendomi ridere dietro da marito e figli che non sono proprio abituati a vedermi in versione massaia.

Stamattina, di strada verso Salisburgo, lasciando la valle dello Stubai, abbiamo fatto una lunga tappa in montagna, a Mutterer Alm. Abbiamo camminato fino a un laghetto panoramico e poi abbiamo cercato il parco con i giochi d’acqua e infine ci siamo fermati alla baita per pranzo, prima di scendere a valle con la cabinovia e lasciare il Tirolo.

Domani ci sarebbero tante di quelle cose da fare e da vedere… ma abbiamo rimandato a colazione la discussione in famiglia. Mal che vada si andrà ai voti. O ce la giochiamo a pari e dispari.

TIP: Mutterer Alm è un posto incantevole per fare passeggiate e per fare giocare i bambini. C’è un percorso sospeso fra gli alberi con ponti tibetani e una casetta sull’albero, un laghetto panoramico, un parcogiochi d’acqua con ruote idrauliche da attivare manualmente e ruscelli con piccole dighe da azionare a piacimento e in cui sguazzare liberamente, un’avventurosa pista per MBT per ragazzi e una più piccola per i meno esperti, un tracciato per macchinine a pedali con cui scendere giù a valle.

Il freddo estivo che in Sicilia non conosciamo [#day8]

Oggi ha piovuto davvero tutto il giorno e la temperatura è scesa ulteriormente. Noi però al ghiacciaio non abbiamo voluto rinunciare e allora ci siamo vestiti di tutto punto, a cipolla con un ultimo strato impermeabile, e siamo andati a prendere la funivia che ci ha portato in 2 tappe fino a 3200 mt. Scesi dalla funivia ci siamo ritrovati avvolti da una densa nuvola bianca così che cielo e terra erano diventati un tutt’uno. Il freddo era però troppo pungente e noi non eravamo attrezzati per scendere sotto lo zero così siamo tornati giù a 2900 mt e abbiamo fatto qualche passeggiata lì, in un paesaggio lunare fatto di roccia grigia e nera, neve candida e torrenti impetuosi. Per ripararci dalla pioggia abbiamo indossato i kway sopra i giubbotti leggeri, i pantaloni di cerata sopra i jeans e dei cappelli danesi da pescatori impermeabili (i cappelli impermeabili, non i pescatori! 😅) con l’interno in caldo pile, e conciati così, in stile profughi ma almeno più o meno al riparo dalle intemperie, abbiamo camminato un bel po’ a ritmo sostenuto per riscaldarci. Poi ci siamo rifugiati al ristorante per mangiare una zuppa bollente e prima di tornare giù a valle siamo andati a visitare la grotta di ghiaccio.

Sulla via del ritorno, nonostante la pioggia battente, i nani hanno avvistato uno dei tanti meravigliosi parchigiochi di cui è disseminata l’Austria, particolarmente bello perché costruito tutto intorno a un laghetto artificiale e lungo un torrente, ai piedi di una piccola cascata. E niente, chi se ne importa della pioggia fitta quando ci si può divertire così tanto? Stasera cena a casa e poi bagagli: è già giunta l’ora di cambiare alloggio. Domani si viaggia in direzione Salisburgo.

TIP: In pieno agosto la gita al ghiacciaio è un must e i bambini impazziscono a giocare con la neve. I ghiacciai in zona sono due: uno è il ghiacciaio dello Stubai, l’altro è Hintertux, dove ci sono anche alcune piste aperte per cui si può sciare anche in Agosto! Il parcogiochi di cui scrivo è sulla strada per lo Stubai.

Innsbruck e Kristallwelten [#day7]

Giornata pienissima oggi. Abbiamo dedicato l’intera mattina alla visita di Innsruck sotto un pieno sole estivo, di pomeriggio invece abbiamo raggiunto il Kristallwelten, il mondo di cristallo creato tutto intorno alla fabbrica Swarovski che comprende parchi, istallazioni, percorsi avventura, giochi d’acqua e un museo che lascia a bocca aperta. Qui io e il marito abbiamo passeggiato rilassati per il parco sembrando fidanzatini freschi freschi mentre i nani si divertivano un mondo nei parchigiochi a tema interni ed esterni. Quando la pioggia improvvisa ci ha sorpresi eravamo già ampiamente soddisfatti e, con green pass alla mano, ci siamo rifugiati felici e affamati nell’attiguo ristorante gestito dal famoso chef Daniels. Piccolo particolare, l’orologio a quel punto segnava le 17.58. Incurante delle proteste dei miei compagni di viaggio, ho convinto tutti e tre che fosse giunta l’ora della cena e quindi a ordinare Wiener Schnitzel, knödel e spätzle, invece di Apfelstrudel e cioccolata calda. E quindi da bravi crucchi naturalizzati siamo rientrati a casa con lo stomaco pieno alle 20, una volta ogni tanto senza l’ansia della cucinata serale. Tempo permettendo, domani sveglia presto per raggiungere il ghiacciaio!

TIP: Museo Swarovski Kristallwelten (mondo di cristallo) e Ristorante attiguo Daniels Kristallwelten.

In Tirolo [#day6]

Finalmente ci fermiamo un po’. Questa sarà la nostra casa per ben 4 notti e ci consente di riprendere un po’ fiato. Approfittando di questa sosta abbiamo riempito il frigo di ingredienti tipici e di prodotti della fattoria in cui ci troviamo: uova, burro e latte appena munto. Al risveglio c’era parecchio freddo e aveva smesso di piovere da poco. Il tempo incerto ci ha fatto desistere dal trekking che avevamo immaginato e propendere per la visita a una miniera d’argento che si trova nei dintorni e famosissima nel Medioevo quando estraeva l’85% dell’argento che circolava in Europa. Appena arrivati ci hanno fatto coprire con una pesante cerata impermeabile e ci hanno fatto indossare un caschetto. Poi siamo saliti a cavalcioni su un trenino che è sfrecciato all’interno di una strettissima e lunghissima galleria per 2 km di curve. Faceva un freddo polare. Una volta giù, abbiamo percorso a piedi le gallerie che scavarono i vecchi minatori, un su e giù di dedali realizzati con soli attrezzi rudimentali. Riemersi alla luce, abbiamo mangiato piatti tirolesi nella stube del paese e, tornando verso la nostra fattoria, ci siamo imbattuti in una divertentissima casa a testa in giù. Il marito appena ci ha messo piede è uscito di corsa nauseato, noi tre invece ci siamo divertiti come i matti a scattarci le foto più strane in ogni angolo della casa!

TIP: Miniera d’argento e casa capovolta distano un tiro di schioppo: dedicare mezza giornata per visitare entrambi i posti manderà i bimbi in un brodo di giuggiole!

Tutti ometti Sapiens all’Archeoparc di Senales [#day5]

Sveglia sotto il diluvio universale con chicchi di grandine come palle da tennis. Il temporale però non ci demoralizza e invece ci incanta, tenendoci incollati alle grandi finestre del nostro rifugio di montagna. Schiodandoci a fatica, prepariamo una colazione immensa e super naturale con tutto quello che la nostra meravigliosa ospite ci aveva lasciato all’alba su un grande vassoio all’ingresso, sul tavolo del giardino, e poi salutiamo allegramente tutta la famiglia tra italiano, tedesco e un po’ di ebraico. Grazie per questi due giorni stupendi in un posto incantevole che ci resteranno nel cuore. Saltiamo ancora in macchina e guidiamo in direzione Schnals per visitare l’Archeoparc, cioè il museo all’aperto che riproduce l’ambiente di Oetzi, il famoso uomo del neolitico ritrovato alcuni anni fa. Al nostro arrivo il sole ha fatto capolino ma la minaccia della pioggia incombe ancora e in effetti alle 15 arriva un fragoroso temporale e ci impedisce di tirare con l’arco e di fare il giro in piroga ma come gli uomini neolotici riusciamo a realizzare una perla abbastanza tonda levigando un sasso su una grande pietra dura e poi perforandola con una piccola selce appuntita e infilandola dentro un filo realizzato da noi da fibre di cortecca con la tecnica del filo ritorto. Vedi un po’ cosa abbiamo imparato in poche ore, chi ce lo doveva dire! 🤪 Prima di andare, abbiamo acceso il fuoco con selce, pirite e fungo esca, ascoltando incantati le avventure del nostro homo Sapiens. Totalmente immedesimati nella parte, passando dallo shop ci siamo regalati l’occorrente per accendere il fuoco da soli – non si sa mai! – e un mega arco in legno con frecce alla maniera del nostro simpatico antenato. Alle 17 siamo saliti in macchina puntando ancora direzione nord ed eccoci qui, adesso, in Tirolo, appena a sud di Innsbruck nella valle dello Stubai, dove si respira Inverno e il ghiacciaio incombe sulle nostre teste.

TIP: Da non perdere assoulatamente questo incantevole museo quasi totalmente all’aperto con un sacco di laboratori divertenti e istruttivi e con guide simpatiche, coinvolgenti e preparatissime: https://www.archeoparc.it/it/

Prendiamo fiato: #day4

I nani si sono svegliati tardissimo e la colazione si è trasformata in un mega brunch sotto il sole con tanto di uova fresche sbattute piene di verdurine e fiori dell’orto, pappa reale, latte fresco e pane caldo. Il sole tiepido, l’aria frizzante, la vista sulle montagne e l’ottima compagnia ci hanno fatto indugiare a lungo e ritardare le tappe successive previste. E così, ci siamo mossi per Tiso piuttosto tardi. Siamo riusciti a fare una vista al museo mineralogico e da lì abbiamo seguito un breve itinerario fino a un laghetto e poi a un piccolo parcogiochi. Ma di pomeriggio siamo arrivati a fare poco altro perché il traffico purtroppo ci ha paralizzato. Siamo scesi giù a Bolzano ma ahimè siamo arrivati troppo tardi per la visita al museo archeologico e quindi ci siamo limitati a una passeggiata in centro. Siamo tornati alla macchina giusto in tempo per evitare il temporale che è esploso all’improvviso e a quel punto abbiamo deciso di disdire la prenotazione per cena al maso e prendere una pizza al volo da mangiare a casa. I nani hanno voluto fare un bagno serale nella piscina riscaldata e poi abbiamo scritto il diario, tutti e tre insieme, dato che eravamo indietro di qualche giorno. Domani valigie e via, pronti per un’altra tappa!

TIP: Visita del minuscolo museo mineralogico di Tiso

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